Il futuro si impara fuori dall’aula: il quadriennale a Firenze per il Festival dell’Economia Civile

Le classi 3ª e 4ª E al Festival Nazionale dell’Economia Civile: un’esperienza di formazione tra partecipazione, responsabilità e futuro dell’Europa.

La scuola incontra il mondo e diventa occasione di confronto con le grandi sfide del presente. Dal 1° al 4 ottobre, le studentesse e gli studenti delle classi 3ª e 4ª E del percorso quadriennale del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Maglie, accompagnati dalle professoresse Giusi Calò e Francesca Carrozzini, partecipano a Firenze al Festival Nazionale dell’Economia Civile, giunto alla sua ottava edizione.

«EUconomia. L’economia che fa bene, il rumore della foresta che cresce» è il tema che accompagna la manifestazione: un invito a riconoscere le esperienze di collaborazione, solidarietà e innovazione che contribuiscono ogni giorno alla costruzione del bene comune.

L’immagine della foresta offre una chiave di lettura significativa anche per il mondo della scuola. Mentre le crisi occupano spesso il centro dell’attenzione, esiste un cambiamento quotidiano che prende forma attraverso l’impegno delle persone, la fiducia e la qualità delle relazioni. È questa crescita che il Festival invita a rendere visibile, passando dalla riflessione all’azione e trasformando la responsabilità in scelte concrete.

Per gli studenti del quadriennale, partecipare significa portare fuori dalle aule le domande che attraversano il percorso di studio: come conciliare sviluppo e sostenibilità? Quale rapporto esiste tra economia, diritti e democrazia? Quale contributo possono offrire le nuove generazioni alla vita delle comunità?

Il manifesto dell’edizione 2026, riprodotto nel programma del Festival, mette al centro le relazioni tra cittadini, istituzioni, imprese, territori e generazioni, considerate una vera infrastruttura sociale ed economica. In questa prospettiva, costruire il futuro richiede alleanze, corresponsabilità e capacità di prendersi cura delle persone e dei luoghi.

Particolarmente significativo è il richiamo alla pace come pratica quotidiana di cooperazione: un impegno che si realizza attraverso la giustizia, il dialogo e il rafforzamento delle comunità. A questa visione si lega il ruolo dell’Europa, chiamata a consolidare la propria unità e a contribuire alla difesa del diritto internazionale e alla costruzione di un benessere sostenibile.

Tra i momenti di rilievo dell’esperienza delle classi figura l’incontro con Raffaele Fitto, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le Riforme. La sua presenza al Festival si inserisce nell’appuntamento dedicato al nuovo ruolo dell’Europa, previsto il 2 ottobre nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio: un confronto sulle responsabilità dell’Unione e sulla tutela e il rafforzamento dei processi democratici.

L’incontro rappresenta per le ragazze e i ragazzi un’occasione per avvicinare le istituzioni europee e collegare lo studio della cittadinanza alle questioni che incidono sul futuro dei territori.

Il programma del Festival amplia inoltre lo sguardo su temi vicini alla loro formazione, dalle trasformazioni del lavoro alle opportunità e alle sfide dell’intelligenza artificiale, fino al valore sociale delle imprese. Il confronto sull’IA pone, in particolare, una domanda centrale: come governare l’innovazione affinché rafforzi equità, partecipazione e dignità umana?

La partecipazione a Firenze assume così il valore di un’esperienza di educazione alla cittadinanza attiva, capace di mettere in relazione conoscenze, attualità e responsabilità personale. Per il percorso quadriennale del Da Vinci, è un’opportunità per alimentare curiosità, pensiero critico e consapevolezza del proprio ruolo nella società.

Anche la scuola contribuisce alla “foresta che cresce”: attraverso il dialogo, la formazione e le occasioni che aiutano i giovani a immaginare il futuro e a partecipare alla sua costruzione.